Le colline del Chianti regalano un paesaggio
incantevole. Qui il sole al tramonto dipinge scenari di vibrante attesa, nel
silenzio maestoso dei campi.
La cascina che vi presentiamo, situata a Pile,
frazione di Casole, un piccolissimo borgo vicino a Greve, è un edificio in
pietra, del diciassettesimo secolo, un’antica costruzione con annesso un
fienile, affacciata su un panorama mozzafiato. Era qui che Oriana Fallaci
veniva a separarsi dal mondo, in un nido di quiete inondato da profumi e colori
agresti. Ora la proprietà è cambiata e la cascina è aperta all'ospitalità, ma è
forte ancora la sensazione che tutto sia invaso dalla poesia.
L’edificio, ben ristrutturato dall’interior designer fiorentina Adele Tognaccini, conserva la forte dignità della sua epoca. Tanti all’interno gli oggetti appartenuti alla famiglia Fallaci e i comfort moderni introdotti non intaccano il profilo della casa. Dall'insieme è forte la percezione di ciò che è stato e di come anche la memoria del passato possa essere aggiornata senza subire forzature. Tutti i mobili sono di recupero, sapientemente restaurati, con un piglio originale. L’arredamento è rustico ma funzionale, con oggetti tipici della cultura contadina. Per conservare fino in fondo il sapore autentico della cascina era essenziale mantenere viva anche l’attività agricola legata al luogo. Circonda la casa, così, un grande uliveto che si distende sul declivio. Nella parte più conviviale dell’esterno invece domina, con il suo spumeggiante colore, la lavanda a grandi cespugli, con un profumo inebriante. Vi sono poi numerose piante dai colori intensi che si alternano e fioriscono come un'onda che insegue le stagioni. Queste essenze furono volute dalla famiglia Fallaci e vengono ora calorosamente curate e conservate.
Questa casa racconta la storia della continuità tra passato e presente ma anche di particolari scelti con amore. Come il lavabo in pietra serena che funge da davanzale o la cucina dalle tendine rosa in cotone grezzo. La cascina si snoda su due piani, con un percorso ad anello che, partendo dalla zona pranzo, ritorna ad uno spazio collettivo. Le camere da letto, al piano superiore, evocano una poesia quasi struggente, un’eleganza e un candore appena sussurrati. Anche qui vi sono oggetti appartenuti alla famiglia Fallaci, come una culla in legno ed un mobiletto dai mille cassetti, testimoni dello scorrere del tempo. All’esterno una grande aia dove la casa trova la sua vera vocazione aprendosi alla contemplazione.
Proprio come accadeva ad Oriana Fallaci, avvinta dall’abbraccio di queste dolci colline…