Una coppia romana con tre figli decide di far rivivere un villino sorto agli inizi del ‘900, nell’elegante zona residenziale capitolina, intorno a Villa Borghese.
La struttura era stata totalmente abbandonata dopo che, negli anni ’30, interventi ispirati al neo-razionalismo avevano rivisitato la filosofia romantica e orientalista tipica dell’epoca. La coppia si rivolge agli architetti Giusto Puri Purini e Maurizio Mariani per il restauro degli ultimi tre piani del villino, con la precisa richiesta di dividere gli spazi in modo che ognuno potesse godere di privacy e totale confort. Gli architetti collegano il primo piano, dedicato interamente ai ragazzi, con il secondo, su due livelli, mediante una scenografica scala e un pratico ascensore interno. In primo luogo scelgono un parquet in rovere con doghe larghe per la rappresentanza, poi rivestono in ciliegio le pareti color panna, trattate con la filosofia del bugnato, in tono con le esistenti architetture anni ’30. I controsoffitti luminosi rompono, qua e là, la sequenza piatta dei soffitti, diffondendo
soffici luci regolabili da centraline elettroniche, ma anzitutto dotano ogni stanza di ampie vetrate per consentire di dominare in ogni situazione il meraviglioso mare di pini e lo svettante Museo Borghese. Gli architetti Puri Purini e Mariani disegnano divani e pouf bianchi, ma anche una libreria e agili tavolini multiuso. Il living è diviso in due angoli relax da una stufa in ceramica antica: la padrona di casa ha poi impreziosito l’ambiente con pezzi d’arte contemporanea.
Un’essenziale scala in legno con corrimano in acciaio conduce ad un salotto più intimo, scaldato da un camino in marmo nero, con divani corallo e panna, abbinati a sedie in acciaio di Starck e a un coffee table con fiore disegnato da Giusto Puri Purini, in marmo rosa, corallo e giallo. Il living comunica con la camera da pranzo, dove gli architetti pensano un tavolo e servante in radica di noce e marmo giallo Siena, su cui spicca un opera di Massimo Catalani. Un tavolo da gioco e poltroncine etniche arredano la veranda, che con i due ampi terrazzi diventa ideale punto di incontro per la famiglia e i numerosi amici.
Per la sobria camera da letto padronale Puri Purini sceglie toni bruciati per i tessuti delle tende e del letto lineare, sul quale la proprietaria inserisce in una teca un quadro dell’800 francese ispirato a Ingres. Infine, dalle finestre e dal terrazzo di fronte alla stanza, la vera protagonista è Roma ammirata a 360 gradi.